PeakUK Storm Pants

di Paolo Santoné - 17/09/03

Una valida (e molto più confortevole) alternativa al neoprene.

In America sono molto usati da anni, mentre da noi sono ancora quasi sconosciuti o comunque visti con sospetto e diffidenza. La prima volta che ho sentito parlare di pantaloni stagni mi sono stati descritti come una trappola mortale: "se vai a bagno si riempiono d'acqua e ti tirano a fondo!"... pregiudizi nati, come sempre accade, da ignoranza.

Ho voluto testare con cura questi pantaloni prima di scriverne la recensione, perché anch'io non ne avevo mai provati di simili.
Prima di tutto voglio sfatare il mito della trappola mortale: non è assolutamente vero che in caso di bagno si riempiono; la pressione dell'acqua sul tessuto li fa invece aderire al corpo impedendo le infiltrazioni anche dalle caviglie, mentre l'aria imprigionata all'interno può addirittura costituire un'ulteriore spinta di galleggiamento.
La vita è molto alta e fornita di bretelle, quindi se sopra si indossa una buona giacca d'acqua è scongiurato il rischio di infiltrazioni anche dall'alto.

L'unico caso in cui i pantaloni si potrebbero riempire d'acqua è in presenza di un grosso squarcio (non basterebbe un buchino) nella parte superiore, ma poichè il tessuto trilaminato è molto resistente e rinforzato con cordura nelle parti più soggette ad usura, l'eventualità mi pare davvero remota.
In conclusione non ritengo che indossare questo tipo di pantaloni comporti un rischio maggiore rispetto alla classica muta.
E se così non fosse, perché mai molti top paddlers stranieri li indosserebbero in spedizioni internazionali su fiumi con elevate difficoltà e volume?

Dal punto di vista dell'isolamento termico e del confort sono stato conquistato da questi pantaloni.
Li ho indossati in diverse discese su WW in Open C1, condizione in cui per la maggiorparte del tempo le gamge sono bagnate dagli spruzzi, quando non addirittura completamente a mollo, visto che ogni due o tre rapide la canoa si riempie.
Indossando sulla pelle un pantalone di pile e licra, anche nelle gelide acque della Dora Baltea non ho mai avuto freddo; in queste condizioni l'isolamento termico è maggiore di quello del classico long john in neoprene da 3 mm., e il confort senza paragone perchè il pile rimane caldo sulla pelle e il pantalone non stringe e non da fastidio nemmeno in posizione inginocchiata.

Anche in kayak indossarli è molto confortevole e la zona delle ginocchia foderata in cordura, oltre a garantire un'ottima resistenza all'abrasione, permette una buona aderenza sui premicosce e quindi una corretta conduzione del mezzo.

In definitiva si tratta di un'ottima alternativa alla muta di neoprene, specialmente per i mesi più freddi, gravata però da un costo un po' maggiore, anche perché bisogna mettere in conto anche un pantalone o collant in pile (per l'inverno) o licra (per l'estate) da indossare a pelle.

Pro
Isolamento termico
Confort
Robustezza

Contro
Costo maggiore rispetto al neoprene

Catalogo on line sul sito www.peakuk.com

Distribuito da Alpin Action


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