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Ho testato l'ultima creek boat di Dagger sui torrenti tecnici e ad alta pendenza della Corsica, quindi sul suo terreno d'elezione, e ne sono rimasto entusiasta. Poiché bitualmente pagaio in C1, il passare al kayak mi crea sempre qualche problema di adattamento, ma la Nomad è talmente ben bilanciata che mi sono trovato subito a mio agio anche in passaggi tecnici e impegnativi come il salto in curva sul Codi. La Nomad è una Creek boat pura: la linea è compatta ma
non tozza, il volume è generoso e uniformemente distribuito e garantisce
una grande galleggiabilità, l'abitabilità è ottima e l'impostazione
interna molto confortevole. | |
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Sul piano della sicurezza Nomad può contare su ben sei
punti di forza in acciaio in coperta, che possono essere usati anche come
antifurto, tra questi le maniglie, poste perpendicolarmente invece che
longitudinalmente rispetto alla coperta e che grazie a questa innovazione
risultano molto funzionali nei trasbordi. |
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Il pozzetto naturalmente è ampio come richiesto da questo tipo di imbarcazione, ma grazie ai premicosce avvolgenti e regolabili, agli spessori laterali e al poggiaschiena tensionabile è facile trovare un'accoppiamento perfetto con lo scafo. Il fondo è abbastanza piatto nella zona centrale e più arrotondato verso le estremità e si raccorda senza spigoli con i fianchi arrotondati; ne risulta una grande stabilità sia primaria che secondaria, ma senza le reazioni brusche che caratterizzano i kayak con fondo piatto e spigoli vivi. Un rail appena accennato nella zona centrale non sente le correnti laterali ma garantisce velocità di rotazione con lo scafo inclinato. La punta è importante, voluminosa e soprattutto ben
sollevata con un lievissimo accenno di chiglia, caratteristiche che
diminuiscono molto le possibilità di impuntate e incastri verticali, e
garantiscono grande manovrabilità poiché la punta è sempre scarica. | |
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Il comportamento in acqua è neutro, sensibile alle
variazioni di assetto e peso ma nello stesso tempo morbido nelle reazioni,
garantendo sempre un discreto margine di perdono in caso di piccoli errori
o incertezze. |
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Nei salti la Nomad è molto bilanciata ed è facile
controllare l'assetto in volo. Nel boof l'atterraggio è morbido, grazie
alla sezione anteriore più arrotondata, la punta rimane scarica e il Kayak
plana facilmente sui ritorni. Il modello da me testato è l'8.1 consigliato per un range dai 54 ai 77 kg (244 x 65 cm 257 lt). L'8.5 è invece indicato dai 73 ai 110 kg (257 x 68 cm 295 lt). |
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Le uniche due cose che non mi sono piaciute di questo
kayak che altrimenti ho trovato ottimo sotto tutti i punti di vista sono
lo scarso spazio presente tra il seggiolino e il bordo posteriore del
pozzetto che non mi permette di stivare la mia pelicase 1200 (dovrei
segare un pezzo di sedile ma non ne ho ancora avuto il coraggio), e il
sistema di tensionamento del poggiaschiena che può essere tensionato o
rilasciato da seduti, ma per essere regolato richiede di scendere dal
kayak, preferivo i classici cricchetti. | |
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Pro |
Contro |
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