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Corran non ha bisogno di presentazioni, amato o
odiato, osannato o disprezzato è comunque sempre al centro
dell'attenzione ed è un protagonista indiscusso della "kayaking scene"
internazionale.
Quando l'ho incontrato ai Teva extreme games 2004 in
Val Sesia mi ha promesso un'intervista esclusiva, ed è stato di parola,
rispondendo - sempre a modo suo certo - anche alle domande più scomode.
PBI: Corran la prima domanda è obbligatoria:
perché hai lasciato Riot? visto che era la compagnia che avevi
contribuito a creare e che senz'altro si è aggiudicata un grande
mercato proprio grazie al tuo nome e alla tua partecipazione.
Corran: Riot fu fondata da me e da un tipo
di nome Jeff Rives. I avevo le idee,
le innovazioni, l'esperienza e la conoscenza del mercato e un nome
conosciuto, e Jeff i soldi e un certo retroterra imprenditoriale che
a me mancava. Era un connubio perfetto. Ma, per varie ragioni in cui
non voglio entrare, Jeff aveva maggior interesse di me nella compagnia
e progressivamente ha manovrato in modo da mettersi in una posizione
di assoluto controllo. Dopodiché ogni innovazione o idea ha dovuto
essere soggetta all'approvazione di Jeff e, come i fatti hanno dimostrato,
le idee hanno cominciato ad essere sempre meno originali, sempre meno
"mie".
A questo punto ho realizzato che erano venute meno le ragioni che mi
avevano spinto a fondare Riot. Quindi era tempo di andarsene.
Non sto dicendo che il mio modo di fare le cose sia l'unico possibile,
certamente. Ma la ragione per cui non lavoro per Dagger o Wave Sport è
che voglio fare le cose a modo mio, in modo "speciale". Quindi quando
non posso farlo, è ora di alzare le tende.
PBI: Cosa pensi succederà a Riot ora che
non può più contare su di te? Riuscirà a mantenere l'attuale standard
e l'attuale spazio sul mercato?
Corran: Riot può contare su ottimi atleti
e professionisti. Persone come Yann
Fillion, Ben Dargis ecc. hanno talento e volontà. La reputazione di
paddlers come Steve Fisher e Arnd Shaeftlein parla da sola.
Forse
loro avranno maggior successo nel portare avanti idee originali e
innovative di quello che io ho avuto ultimamente; se questo accadrà
allora la compagnia andrà bene. Solo il tempo potrà dirlo. Ma non è
un problema comunque c'è un sacco di mercato per tutti, quindi gli
auguro senz'altro la miglior fortuna.
PBI: Cosa ti aspetti dai tuoi nuovi
partner italiani?
Corran: Diego e io siamo amici da molti
anni. Mi è sempre piaciuta la sua
attitudine sia verso il kayak sia verso gli affari. Inoltre più volte
mi ha parlato del desiderio di Rainbow di entrare nel mercato americano
e di raggiungere lo stesso livello delle migliori case, ma gli mancava
un designer della mia esperienza e reputazione per rendere possibile
tutto ciò.
Quando ho lasciato Riot ho contattato Diego e gli ho detto che ero
libero. Lui ha colto al volo l'opportunità e mi ha assunto. Così non
ho più parlato con nessun altro.
Inoltre l'Italia... l'Italia è "cool". Io, come la maggior parte della
gente nel mondo, tengo in grande considerazione
l'Italia e i prodotti italiani. Penso che sia il perfetto connubio...
la reputazione dell'Italia e il mio nome.
PBI: DragoRossi si richiama alla Ferrari
e alla tradizione del Made in Italy di lusso, non pensi che tutto ciò
sia un po' in antitesi con il paddler life style? I canoisti non sono
persone che alloggiano normalmente al Danieli e, di solito, guidano
furgoni più o meno scassati, non macchine sportive...
Corran: Beh possiamo non avere i soldi per
comprare una Ferrari, ma tutti
amano essere associati con ciò che c'è di meglio.
Sei mai entrato
in un negozio chiedendo al commesso di darti la seconda miglior
scelta disponibile? Sicuramente no. Puoi entrare e dire: ho solo
200 dollari, quindi qual'è il miglior articolo che posso avere per
questa cifra?
Inoltre, abbiamo fatto riferimento a nomi come Ferrari e Ducati e
Armani ecc. perché rappresentano qualcosa di veramente speciale
e unico nei loro rispettivi campi. Tutti loro producono qualcosa di
veramente unico in un ambiente altrimenti dominato dai cloni.
Questo è quello che vogliamo fare con Dragorossi. Qualunque modello
decideremo di produrre non vogliamo farlo finché non saremo sicuri di
uscire con qualcosa di veramente speciale e unico in ogni categoria.
Così anche se i kayakers portano avanti il loro stile di vita,
puoi vivere in quel modo e avere lo stesso il meglio che puoi ottenere
con i tuoi soldi, e ottenerne anche il massimo divertimento possibile.
PBI: Inoltre a differenza che per gli
articoli di lusso e le automobili gli italiani non hanno una grande
reputazione all'estero come costruttori di canoe, finora il mercato
è stato soprattutto interno e/o su prodotti economici; ritieni che
sia sufficiente il tuo apporto per aspirare al successo con prodotti
che si propongono al top come qualità ma anche come prezzo?
Corran: Certo anche la Fiat è italiana. Una
macchinetta buona per un budget più
modesto.
Ogni paese ha i suoi capolavori e la sua robaccia. Ma in
generale l'Italia è conosciuta per essere diversa, unica, romantica,
anche in ciò che produce. La funzionalità è la cosa più importante ma
nessuno sa aggiungere stile come gli italiani. Vero o meno
questa è l'opinione internazionale.
Inoltre quando ho visitato l'Eurotank, proprietaria del marchio
Rainbow, ho visto una volontà comune di creare qualcosa di veramente
speciale e unico, dal proprietario all'ultimo assunto. Hanno il
miglior forno e impianto che si possa desiderare, hanno la volontà e
le capacità per fare qualcosa di veramente speciale.
Tutto quello
che serviva era il catalizzatore, e io sono stato il catalizzatore.
PBI: Tu hai il merito incontrastato di
aver sempre innovato e sperimentato nuove soluzioni, alcune delle
quali sono ormai adottate da tutti i costruttori e hanno influenzato
anche l'evoluzione della tecnica.
Non tutte le innovazioni da te proposte però si sono dimostrate
valide, alcune soluzioni non erano poi molto produttive e sono state
successivamente abbandonate anche da te (penso ad esempio alle bozze
sul fondo della Kix o ai gradini sul fondo della Showbitz e della
007 - ho avuto una Showbitz quindi so di cosa parlo...).
Nel campo dell'automobilismo le innovazioni vengono sperimentate a
lungo prima di passare alla produzione di serie, nel campo del kayak
non sempre è così... come può un possibile acquirente avere la
ragionevole certezza di acquistare un prodotto innovativo senza
rischiare di essere lui stesso lo sperimentatore di un'innovazione
che magari si rivelerà controproducente?
Corran: Il problema spesso vien fuori
quando fai una cosa e poi non la fai
più, allora la gente pensa che non funzionava.
Ogni volta che disegni
un nuovo kayak devi chiederti: che cosa voglio ottenere che non sia
ancora stato realizzato? Così ogni kayak è concepito in funzione
di un problema da risolvere.
Per esempio quando è uscita la 007 era 220 cm. La media dei kayak a
quell'epoca era 250 cm. L'idea era che un kayak più corto fosse
più facile di uno più lungo. Questo si è dimostrato vero. Ma dovevamo
anche superare il primo esame a cui un paddler avrebbe sottoposto il
kayak: se non fosse riuscito a prendere con la sua 007 un onda che
prendeva con una X, allora non saremmo riusciti a vendere la barca.
Quindi sviluppammo gli "speed louvers" in coda per dargli velocità.
Quando la gente diventò più abituata a barche più lente potemmo
abbandonare gli speed louvers per altre soluzioni che rispondevano
meglio a quello che cercavamo di ottenere (come la Disco: nessuno
speed louvers ma un sacco di potenzialità aeree.)
La Kix è uscita quando improvvisamente la gente voleva un kayak con
il fondo piatto per qualunque cosa.
Bene, questo creò un problema
maggiore per il boofing su grandi salti. Quindi furono sviluppati
i "drop shox" che risolsero il problema. Ma infine la gente capì che
il fondo piatto su una barca da creek non è una grande idea, e così
la Big Gun ha una sezione centrale arrotondata e un grande rocker
(curvatura longitudinale)... così i drop shox non erano più necessari.
Ci sono infiniti esempi di questo genere.
La tua domanda dovrebbe essere girata cosi: perché altri produttori
scoprono una o due nuove soluzioni tecniche e le applicano a qualunque
kayak producano, indipendentemente che sia un kayak da creek, da
gioco o da river runner?
Quello che su uno funziona non può essere
applicato sull'altro e il problema che incontriamo oggi non sarà
quello che avremo domani. Quindi devi costantemenente evolvere le
tue idee e il tuo modo di pensare e non essere preoccupato di abbandonare
le vecchie soluzioni, non importa quanto bene funzionassero, per altre
nuove e migliori.
PBI: Un'altra domanda cattivella: tutti
i produttori parlano bene dei loro prodotti, ci mancherebbe altro,
tu però non ti limiti a questo ma spesso parli anche male di quelli
degli altri... ho letto alcune tue reviews di canoe di altri
produttori in cui sparavi a zero.
Non ti sembra che questo manchi un po' di fair play e possa farti
considerare antipatico?
Corran: Nessuno vuole sentirsi dire che ha
sbagliato. Nessun designer ha mai guardato la sua ultima creazione e
detto "è tutto sbagliato", così quando qualcun'altro glielo dice è
uno shock.
Allo stesso modo nessuno compra un kayak pensando che sia un chiodo,
così quando arrivo io e dico che è un chiodo è come se stessi
mettendo in discussione le sue capacità di giudizio.
A nessuno fa piacere.
Talvolta la verità fa male. Il fatto è questo: non tutti i design sono
buoni, ma qualcuno è semplicemente pessimo. Ora non significa che
solo perché un design non è il mio tipo di design sia necessariamente
cattivo, può essere ugualmente un ottimo design, ma il problema
in realtà è che ci sono anche alcuni terribili design in giro, che non
avrebbero dovuto essere prodotti.
Quello che mi differenzia dalla maggior parte della gente è la mia
brutale onestà. Io dico esattamente quello che penso. Può non piacere quello
che dico, ma mi si deve riconoscere che dico quello che penso e
a volte succede che io tiri fuori quello che tutti gli altri già
pensano ma nessuno ha il coraggio di dire.
Quello che cerco di non fare è di far apparire i miei kayak migliori
criticando gli altri. Se un design è sbagliato, è sbagliato, e di solito
non lo paragono ai miei modelli. Faccio dei paragoni laddove un design
è accettabile, o anche molto buono, ma io penso che il mio sia migliore
per questa o quella ragione. Allora faccio dei paragoni sullo stesso
terreno.
PBI: So che stai lavorando a un c1 da
play; cosa puoi dirmi in proposito?
Corran: Non sono pronto a parlare dei
prodotti che Dragorossi farà uscire in
futuro. Ma a ogni cosa che faremo applicheremo lo stesso
principio: se non saremo in grado di tirar fuori un prodotto dal
design innovativo, non lo faremo del tutto.
PBI: Ora che lavori con una compagnia
italiana pensi di soggiornare per qualche periodo nel nostro paese?
Ti trovi bene quì?
Corran: Mi piace molto l'Italia e sto
trascorrendo un sacco di tempo in Italia, ma casa mia è a Montreal.
E' li che vivo, almeno per ora.
PBI: Quì da noi il kayak e la canoa non
sono sport molto popolari, cosa pensi che si dovrebbe fare per
dargli un maggiore impulso.
Corran: Humm, non è facile. In America gira
tutto intorno allo sport e allo svago, è parte della cultura.
L'Italia non ha ancora questa cultura e non sono nemmeno sicuro che
la si possa creare.
Certamente far arrivare
il kayak nelle principali TV, giornali e riviste è il primo passo.
La gente non va nei siti web di kayak per conoscere lo sport, siamo
noi che dobbiamo portare il nostro sport da loro.
PBI: Cosa ne pensi della situazione del
rodeo in Italia, sembra che il movimento, che era partito
abbastanza bene, si stia esaurendo, le persone stanno perdendo
l'interesse, forse anche perché il divario tra i big e i paddler
della domenica è diventato immenso, che ne pensi?
Corran: Sicuramente il rodeo ha perso il
suo slancio. Ma il freestyle è troppo divertente per essere
abbandonato. Lanciarsi in grandi loop in un buco è semplicemente
troppo divertente.
PBI: C'è qualche paddler italiano che
ammiri e che vorresti nel team DragoRossi?
Corran: Diego Zanga è il responsabile
della formazione del Team, quindi queste
sono decisioni che prenderà lui.
PBI: Perché avete chiamato la creek
Mafia? In italia questo nome non è per niente romantico o "cool",
ma ricorda racket, sfruttamento della prostituzione, omicidi di
bambini ecc...; alcuni paddler italiani si sono già lamentati per
la scelta di questo nome, cosa rispondi loro?
Corran: Io credo che prendiate la cosa
troppo seriamente. Questo è solo kayak non politica. Lasciateci
scherzare un po' senza prenderci troppo sul serio.
PBI: Guardando le preproduzioni di Mafia
e Fish mi pare di notare una certa somiglianza con due tue
precedenti creazioni: la Big Gun e la Air. Puoi illustrare quali
sono le principali differenze e innovazioni dei rispettivi modelli.
Corran: Non c'è quasi nulla di simile tra i
nuovi kayak Dragorossi e i miei
precedenti modelli. Naturalmente il designer è lo stesso, e il mio
concetto di come l'acqua si comporta con un oggetto che si muove
attraverso di essa, e come ottenere determinati risultati, non cambiano,
ma la via attraverso cui raggiungere gli stessi obiettivi è differente
ogni volta.
Per esempio metti di fianco Corsica S, Gravity, Big Gun e Mafia e puoi
vedere che è la stessa persona che li ha disegnati, ma tutti si
comportano in modo diverso perché nel design il più piccolo
cambiamento porta a enormi differenze nelle performance.
Ma in sintesi, mi piaceva molto il comportamento della Big Gun, ma
aveva anche qualche serio problema (che abbiamo scoperto nel tempo
attraverso l'uso). Il Mafia ha preso le caratteristiche che preferivo
della Big Gun e della Sniper, e anche qualcosa dalla Salto, dalla Nomad e
dalla Micro, la fusione di un po' di tutte queste con qualche nuova idea
che ho avuto è ciò che ha dato origine al Mafia.
Fondamentalmente un kayak veramente facile, veloce nelle virate,
affidabile, che si fa strada sopra e attraverso ogni difficoltà.
Mentre per la Fish volevo il feeling di una vera macchina da corsa.
Non una pigra station wagon, come mi sembra che siano diventati gli
ultimi kayak da rodeo. Far rimbalzare la barca per gli aerial sembra
che sia diventato l'unico obiettivo dei designer... come far si che
il kayak rimbalzi meglio, e tralasciano tutto il resto per quest'unico
obiettivo. Come cinque anni fa, quando i designers non si preoccupavano
di niente altro che di produrre kayak che possero eseguire cartwheel
in acqua piatta. Nessuno degli ultimi kayak ha anche doti di carving,
accelerazione, scatto o velocità.
Ovviamente io volevo che la Fish volasse in aria altrettanto bene, ma
non a spese di tutte le altre emozioni che si possono avere. Così
ho studiato molto il design delle tavole da surf, cosa funziona meglio
e come, cosa differenzia lo stile di una tavola da un'altra, quindi ho
sintetizzato tutto ciò insieme ai miei 15 anni di esperienza in una
direzione totalmente nuova.
Il risultato è un kayak che
ha più rocker di ogni altro modello sul mercato ed è più veloce e
carva meglio, con più scatto. Un kayak che può volare in aria
e fare rotazioni multiassiali sul onde e buchi, senza dover rinunciare
alle sensazioni di scorrevolezza e scivolamento sull'acqua.
Tutte le macchine hanno un motore e 4 ruote. La Fish ha un pozzetto
e un fondo piatto, ma quì finisce ogni paragone con gli altri kayak
da freestyle.
PBI: Grazie Corran, alla prossima.
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