Surfingdi Loris PasottiFront Surf Difficoltà: basic |
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Prerequisiti: precisione sui fondamentali (richiami, scarti, gestione dell’assetto, traghetto) Situazioni: onde fisse regolari di varie dimensioni, anche rotte Il luogo adatto. Corrente veloce e fondo irregolare creano spesso treni di onde fisse di varia forma che a seconda della profondità dell’acqua possono essere più o meno rotte (ricciolo di schiuma bianca in cima). Quelle migliori per cominciare sono alte 50, 60 cm non troppo ripide con un fronte perpendicolare alla direzione dell’acqua e sono dotate di almeno una comoda morta a lato. Per iniziare: L’idea è quella di effettuare un traghetto sulla faccia dell’onda rivolta verso monte. Partirete dalla morta con il kayak appena angolato imprimendo allo scafo una velocità appena sufficiente da non farsi spingere immediatamente verso valle e lascerete scorrere lo scafo fino al termine dell’onda. E’ necessario dedicare molta attenzione alla prima fase della manovra. Lo scafo non deve essere troppo angolato per evitare di trasformare il traghetto in un ingresso in corrente. La velocità di ingresso deve essere sufficiente a neutralizzare la velocità della corrente senza che la punta penetri nell’acqua dentro al cavo. L’esecuzione. Quando vi sentirete tranquilli su questa manovra potrete provare ad arrestare il traghetto con un dolce scarto sulla coda (naturalmente dal lato opposto a quello della direzione di traghetto) che vi porterà ad allineare la canoa al flusso della corrente. Trovare l’angolo giusto di ingresso La posizione del busto. Bilanciato ma pronto ad arretrare per scaricare la punta dello scafo ed evitarne l’affondamento nel cavo dell’onda L’assetto del kayak. Passa da una pancia all’altra per mantenere dinamicamente l’allineamento con la corrente ed adeguarsi alle forme che l’onda assume (la fissità dell’onda è riferita alla sua posizione, non alla forma). Sulle onde ripide la punta tende frequentemente ad affondare nel cavo e la pressione dell’acqua sulla coperta spinge lo scafo fuori dall’onda rendendolo incontrollabile. Inclinare lo scafo mettendolo di taglio aiuta a risolvere questa situazione. La minore superficie esposta alla pressione (il fianco appunto) consente alla punta di riemergere. L’appoggio basso consente di controllare meglio questa manovra ed aiuta ad estrarre la punta dal cavo trascinando la canoa verso valle. L’abuso di questo fondamentale (un eccessivo effetto di trascinamento) ci porta fuori dall’onda La pagaiata chiave in questa operazione è lo scarto in coda. Questo può essere eseguito con la pala di taglio o con il dorso della pala piatto sull’acqua a somiglianza di un appoggio basso. Le due manovre sono per la verità molto sfumate ma hanno un effetto diverso. | |