Loop

di P. Santoné

Difficoltà: avanzata

Prerequisiti: controllo delle verticali di punta e di coda, buon equilibrio in verticale, indipendenza nel lavoro di scafo, busto, pagaia.

Situazioni: Buchi e onde rotte con buon ritorno; acqua piatta.


Il luogo adatto. Si tratta di una figura da eseguire nel buco o in onde con discreto ritorno ma ci si può esercitare anche in acqua piatta.

Descrizione. Si tratta di una rotazione di 360°, eseguita con lo scafo piatto perpendicolarmente al senso della corrente, una specie di salto mortale.
Partendo dall'alto sulla schiuma si imprime un'accelerazione allo scafo scendendo verso l'acqua verde, l'assetto è piatto e il busto in posizione avanzata per caricare la punta.
Quando la punta impatta l'acqua verde viene caricata ulteriormente perché affondi il più possibile, la corrente impatta la coperta dello scafo che rimane piatto. Quando lo safo sta esaurendo l'inerzia della discesa e la punta è quasi completamente affondata si porta il busto all'indietro per mantenere l'equilibrio ed evitare di essere rovesciati immediatamente.
Per effetto della spinta di galleggiamento e della corrente l'imbarcazione inizia ad essere proiettata in alto e in verticale; al raggiungimento della massima verticalità il busto si proietta in una brusca capriola in avanti trascinando lo scafo in questo movimento; quindi si distente nuovamente all'indietro per completare la rotazione. Se la manovra è eseguita correttamente lo scafo ruota in aria intorno al corpo del canoista e impatta la corrente con la coda raddrizzandosi nuovamente in front surf.
La manovra può essere eseguita anche all'inverso, partendo dalla coda, in questo caso si parla di back loop.
Quando in fase di elevazione lo scafo viene proiettato in aria e durante la capriola l'atleta mantiene il corpo quasi completamente fuori dall'acqua si parla di aerial loop.

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