Flat Spin

di Paolo Santoné

Difficoltà: base

Prerequisiti: front surf, back surf, side surf.

Situazioni: onde fisse regolari di varie dimensioni, meglio se con un po' di schiuma.


Il luogo adatto. Onde regolari, perpendicolari alla corrente, non troppo ripide e possibilmente con un po' di schiuma che trattiene lo scafo; ma vanno bene anche buchi e rulli superficiali, con poco dislivello.

Descrizione. Si può definire la figura base del rodeo moderno, incentrato più sulle onde che sui buchi com'era all'inizio. Lo scafo ruota di 180°, o multipli di 180° sul piano orizzontale. può essere eseguito anche in spot poco profondi.

L’esecuzione (nell'onda). Partendo in front surf immaginiamo l'esecuzione a dx. La difficoltà non sta tanto nella rotazione quanto nell'eseguirla senza perdere l'onda. E' necessario surfando eseguire dei moderati carv sull'onda onde risalire verso la cresta. Quando si è raggiunta tale posizione e la punta è scarica e libera mentre lo scafo plana sulla zona centrale, si sposta il peso in avanti come per scendere nel cavo dell'onda. Nonappena si avverte l'accelerazione, prima che la punta tocchi il cavo dell'onda bisogna eseguire una decisa torsione del busto verso dx, che parte dalla testa, con lo sguardo che corre a valle, e prosegue con spalle e bacino; contemporaneamente con una retropagaiata circolare dx, combinata all'azione di chiusura degli arti inferiori, si agevola la rotazione dello scafo. L'idea è quella di spingere la coda nel cavo dell'onda.
A questo punto ci si può fermare in back surf oppure proseguire l'azione fino a ritornare in front surf, ottenedo così un 360 spin. E' essenziale la rapidità di esecuzione. Il busto che è ritornato diritto in conseguenza alla rotazione dello scafo, ruota di nuovo verso dx. con lo sguardo che torna a monte, bacino e gambe concludono l'azione, con l'aiuto di una pagaiata circolare sx., ma si tenga presente che il vero motore dell'azione è il busto, tanto che la manovra può essere eseguita anche senza l'aiuto della seconda pagaiata, sfruttando ancora l'inerzia del primo 180°. In questo caso si parla di clean 360° e il punteggio attribuito è maggiore.

La posizione del busto. A parte la prima fase di carico della punta per favorire la discesa nel cavo, si mantiene il più possibile centrale.

L'assetto del kayak. La parola d'ordine nello spin su onda è stare piatti. Più si riesce a mantenere lo scafo piatto e più la rotazione sarà rapida e fluida, dare pancia porta inesorabilmente a perdere l'onda. Nel buco invece, o in presenza di forti ritorni, una moderata pancia sarà necessaria per evitare il ribaltamento.

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Esercizi


  • Pagaiare in circolo mantenendo l'assetto piatto
  • Propulsioni circolari voltandosi a guardare la coda oltre la spalla, con assetto piatto
  • 180° da fermo con propulsione e retropropulsione circolare in push-pull
  • 360° da fermo alternando una propulsione circolare indietro e una avanti, con assetto piatto
  • Lo stesso esercizio in movimento: pagaiare dritto poi torsione e retro a dx, torsione e circolare a sx e di nuovo pagaiare dritto; assetto sempre piatto.

 

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